Il gap linguistico e la casa di proprietà sono i due principali motivi che inducono i manager italiani a restarsene in madre Patria, senza tentare la fortuna all’estero e senza quindi provare a conquistarsi una vita migliore con un più alto tenore di vita. L’Italia pullula di dirigenti che ambiscono all’estero, ma la stragrande maggioranza di queste persone non riesce a spiccare il volo un po’ perché intimorita dalla lingua inglese, che non conosce proprio bene, e un po’ perché scoraggiata dall’idea di dover abbandonare la casa di proprietà.

Se ci si ferma a guardare anche solo per un attimo gli annunci su Airbnb, si ha l’impressione che gli italiani vivano in case splendide, ampie, con una gran bella vista. Un’Italia incredibile. Un’Italia stile Instagram. La verità che si nasconde dietro tanto sfarzo, però, è tutt’altra: il nostro è un paese in cui le case non sono così belle e tanto meno da sogno, e a dirlo sono anche i dati che dimostrano appunto come l’Italia sia uno dei paesi in Europa con i tassi più elevati sia in termini di affollamento delle case sia in termini di disagio abitativo (laddove con disagio ci si riferisce allo stato pietoso di soffitti e infissi, allo stato inquinato dell’acqua corrente, e così via).

Gli italiani sono sempre più abituati a ricorrere ai servizi di intrattenimento erotico, anche quelli più estremi o sadomaso come le padrone al telefono, e lo sono perché la realtà dei fatti è triste ma evidente al tempo stesso: perché si sentono soli. C’è chi per sconfiggere la solitudine si rifugia nel gioco d’azzardo, chi nella televisione e chi finisce per addentrarsi nell’affascinante mondo adult. Perché la realtà è che per quanto non lo si voglia ammettere, gli italiani sono un popolo di persone sole.

Il Codacons di recente ha diffuso i dati inerenti il mercato della cartomanzia e posto in evidenza una realtà che molti di noi avevano constatato, ma che i numeri non avevano ancora del tutto appurato. Di cosa stiamo parlando? Ovviamente della continua ascesa di questo settore, che tra tarocchi, sibille e pendoli, sembra stia attirando un numero sempre maggiore di italiani.

In un momento storico di disillusione generalizzata, la scelta di confidare speranze e aspettative nei tarocchi è tornata in auge.

La divinazione ha radici lontane, forse ancora antecedenti alla nascita dell’homo sapiens: dai ciottoli ai segni naturali, ci sono prove dell’esistenza della mantica già in epoca preistorica.

L’arte esoterica dei tarocchi di valenza simile a quella tramandata fino ai nostri gioni nasce, invece, solo nelle corti italiane all’inizio del XVIII secolo. La comparsa delle carte era avvenuta già tre secoli prima e gli storici ritengono sia un prodotto d’importazione egizia; effettivamente i mazzi dei Mamelucchi, soldati di origine umile che venivano arruolati al servizio dei califfi e istruiti sull’uso delle armi, comprendevano una simbologia assai analoga. Il successo riscosso nell’aristocrazia portò la cartomanzia anche oltre le Alpi, con diffusione in tutte le corti d’Europa.

 

Lo strumento di divinazione dei tarocchi comprende 78 carte, divise in 22 “Arcani maggiori” o “Trionfi” (probabilmente data l’analogia con l’omonimo poemetto di Francesco Petrarca) e 56 “Arcani minori”. Basati su allegorie più o meno intuitive, le carte dei Tarocchi forniscono risposte (o dovrebbero farlo) su amore, fortuna, lavoro.

Ci sono due scuole di pensiero:

– la prima vuole l’esoterico cartomante completamente disinteressato economicamente; l’idea è quella che vede nel mancato corrispettivo in denaro una veridicità delle informazioni che vengono fornite alla persona richiedente. È evidente che soltanto colui o colei che mette a disposizione degli altri il proprio “dono” e non ha conflitti di interessi, potrà leggere i tarocchi in modo corretto.

– la seconda non pone limiti all’utilizzo di questa “capacità” di interpretare combinazioni stocastiche di carte a scopo di lucro; il misticismo moderno vede nei Tarocchi un mezzo per guadagnare sugli interrogativi altrui e, dunque, la linea di confine tra business e arte al servizio di chi ha voglia di arrivare preparato agli eventi futuri è molto sottile.

 

Nell’immaginario collettivo il cartomante è un uomo sui generis che indossa tuniche e accessori estrosi, oppure una donna in età avanzata che fa dell’esperienza il suo cavallo di battaglia; la realtà vede negli insospettabili i più ferventi sostenitori della chiaroveggenza in modo contrario a quello che potrebbe sembrare.

Ma davvero il cartomante è solo colui che sa leggere le carte e prevede il futuro? Un po’ psicologi e un po’ opportunisti, un interprete dei tarocchi è spesso una persona dotata di grande empatia, che sa essere abbastanza vago da non fornire certezze quanto capace di supportare le conclusioni raggiunte dal richiedente in modo deciso. Gli appassionati del settore esplicano la figura dell’esperto dei tarocchi come un confidente, qualcuno che oltre alle mere carte deve entrare in connessione e ascoltare chi ha bisogno di aiuto.

 

Se un ventennio fa si svilupparono reti televisive ad hoc per la cartomanzia e la consultazione dei tarocchi, ad oggi l’avvento di internet ha rivoluzionato anche questo settore. Chi ha voglia di sapere se incontrerà il grande amore, per esempio, può accedere ad un consulto rapido a qualsiasi ora, usufruendo dei servizi diurni e notturni offerti dalle cartomanti al telefono che operano in uno dei tanti call center virtuali sparsi per il nostro paese.

Scegliere un servizio indiretto in rete piuttosto che uno “dal vivo” ha dei vantaggi, tra cui il più importante è forse quello di mantenere l’anonimato. Non stupisce apprendere come chi si affida ai Tarocchi in realtà abbia paura del giudizio della società e di chi lo circonda: razionalmente, come si può in un mazzo di carte comprendere il proprio destino?

Quanto è diffuso il mondo dei tarocchi in Italia? Per ottenere una risposta a questa domanda, basta pensare ai manifesti pubblicitari in giro per la città, alla superstizione spiccata e all’esoterismo che ha preso sempre più piede negli anni, alla ricerca di speranza in un paese dove manca il lavoro, in cui gli affetti vengono meno e la fortuna si ricerca nel gioco d’azzardo e nelle slot machine.

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