Airbnb? Una finta patina: gli italiani vivono in case malsane e sovraffollate

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Se ci si ferma a guardare anche solo per un attimo gli annunci su Airbnb, si ha l’impressione che gli italiani vivano in case splendide, ampie, con una gran bella vista. Un’Italia incredibile. Un’Italia stile Instagram. La verità che si nasconde dietro tanto sfarzo, però, è tutt’altra: il nostro è un paese in cui le case non sono così belle e tanto meno da sogno, e a dirlo sono anche i dati che dimostrano appunto come l’Italia sia uno dei paesi in Europa con i tassi più elevati sia in termini di affollamento delle case sia in termini di disagio abitativo (laddove con disagio ci si riferisce allo stato pietoso di soffitti e infissi, allo stato inquinato dell’acqua corrente, e così via).

In particolare, i dati Eurostat dicono che molti italiani (il 27,8%) vivono in case sovraffollate, mentre la media europea è del 16,5%. Peggio di noi stanno solo Romania, Polonia, Croazia, Bulgaria, Lettonia, Ungheria, Slovacchia e Grecia. Ma non è tutto, perché tra coloro i quali sono a rischio povertà, la percentuale di cui prima svetta al 43% tanto da farci andar dietro persino alla Grecia. Inoltre l’Italia è uno dei paesi col più basso numero di persone che vive in case indipendenti: solo 2 italiani su 10 può contare su una casa tutta per sé, mentre più della metà di noi vive in un appartamento; 3 persone su 10, invece, vive in case semi indipendenti.

Insomma, lo stato delle cose è piuttosto chiaro: di spazio ce n’è poco e se è vero che negli anni più recenti il turismo è cresciuto sempre di più, è anche vero che cresce di pari passo il numero delle famiglie. Nel 2014, certifica l’Istat, c’erano 25,81 milioni di famiglie in Italia, che nel 2015 sono diventate 25,85 milioni fino a toccare quota 25,93 milioni nel 2016. Parliamo di famiglie che nella gran parte dei casi neppure si può permettere un’abitazione adeguata, e che proprio per questo si ritrova costretta a dover scendere a compromessi con tutta una serie di questioni su cui sarebbe preferibile tenere dritta la quadra.

A questo proposito non può non scioccare il disagio abitativo che c’è nel nostro Paese. L’Italia, su questo fronte, è al 21esimo posto tra i 28 paesi europei sulla scala della qualità dell’abitazione, anche se negli ultimi anni la quota di popolazione che vive in abitazioni di bassa qualità è calata dal 9,6% al 7,6%. In moltissime abitazioni italiane ci sono problemi a soffitti, muri o infissi (21% dei casi circa), in altri casi ci sono problemi di luminosità (5,5%), e così via. E pensare che in Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, coloro i quali vivono in una fattispecie di disagio abitativo sono soltanto il 2% circa.

A rendere ancora più incredibile tutto ciò, è che gli italiani i soldi per la casa ce li spendono pure: una grossa fetta dei nostri compaesani paga un affitto o un mutuo, e per la casa spende più del 40% del proprio reddito. Di conseguenza non si può neanche dire che ci sia poca cura nei confronti del proprio modo di vivere: semplicemente, non si hanno le risorse per renderlo migliore.

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