Italia poco propensa alla lettura: 2 persone su 3 non aprono libro

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In Italia, neppure metà della popolazione legge libri. E come se non bastasse la platea di lettori continua ad essere in forte diminuzione. Dal 2010 ad oggi infatti abbiamo perso la bellezza di 3 milioni e 300 mila lettori, a rappresentazione del fatto che le cose continuano a peggiorare anziché migliorare.

C’è da dire però che gli italiani non sono mai stati dei grandi appassionati di lettura, tanto è vero che all’inizio degli anni Sessanta solo il 16.3% della popolazione era solito aprire un libro. Se all’epoca la giustificazione era data dal fatto che in fondo l’istruzione era quella che era, con tre quarti di popolazione che non aveva più che una licenza elementare e un 8% ancora analfabeta, ciò che fa rimanere basiti è il dato odierno, che sicuramente non può essere spiegato con la bassa istruzione.

Un segno di cambiamento c’è stato a metà degli anni Ottanta quando la quota di lettori è raddoppiata rispetto al ’65 e quando si è registrato un sorpasso delle donne sugli uomini. E questo dato sulla maggioranza di donne nella platea di lettori continua a valere ancora oggi, tanto è vero che solo un terzo degli uomini legge un libro contro la metà delle donne.

Insomma, la cronostoria della lettura in Italia va a “onde”: inizialmente si leggeva pochissimo, poi si è letto molto e ora, per quanto i dati siano sicuramente migliori rispetto a quelli di qualche decennio fa, si sta comunque tornando a fare qualche passo indietro. Un passo indietro ha cominciato a manifestarsi dopo il 2010 quando è calato drasticamente il numero di lettori. E per quanto riguarda i giovani? Tendenzialmente i giovanissimi sono coloro che leggono di più, anche se pure i lettori maschi di età compresa tra gli 11 e i 14 anni si sono messi la lettura alle spalle (il calo è di oltre il 25%).

Metà dei ragazzini non legge proprio e questo lascia supporre che tra gli adulti di domani vi saranno sempre meno lettori: il fatto è che se non si comincia a leggere presto, difficilmente si tende ad abbracciare questa passione in futuro (o almeno questo è quanto ci dicono i dati). L’Italia in definitiva è un Paese in cui la lettura non ha mai realmente conosciuto il successo, tanto più se lo si confronta con gli altri Paesi europei nei quali la lettura ha una cassa di risonanza molto più ampia. Inoltre, le differenze territoriali interne sono tali anche dal punto di vista della lettura: tra Nord e Sud c’è un divario di 20 punti percentuali in quanto a diffusione dei libri.

E non è tanto una questione di “carta” o di soldi, perché anche i più comodi ed economici ebook non riescono a sfondare: in Italia sono solo 4 milioni coloro che nell’ultimo anno si sono dati alla lettura di un libro digitale (stiamo parlando quindi del 7% della popolazione). E nella stragrande maggioranza dei casi, questi lettori di ebook sono anche lettori di libri tradizionali, a riprova di come la presunta concorrenza tra digitale e cartaceo, almeno in questo settore, non sia tanto veritiera.

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